RACCONTARE LA SALUTE – REGOLE, DEONTOLOGIA E STRATEGIE DI COMUNICAZIONE NELL’INFORMAZIONE SANITARIA

RACCONTARE LA SALUTE – REGOLE, DEONTOLOGIA E STRATEGIE DI COMUNICAZIONE NELL’INFORMAZIONE SANITARIA

RACCONTARE LA SALUTE – REGOLE, DEONTOLOGIA E STRATEGIE DI COMUNICAZIONE NELL’INFORMAZIONE SANITARIA è il tema del Corso di formazione che si svolerà alla Fondazione “Giovanni Paolo II” di Campobasso il 19 dicembre 2017 – ore 8.30 alle ore 14.30

“Raccontare la Salute – Regole, deontologia e strategie di comunicazione nell’ informazione sanitaria”, è il tema del corso di alta formazione promosso dall’Ordine dei giornalisti del Molise e dalla Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II”, in collaborazione con l’Associazione Amici della Cattolica. L’evento in programma martedì 19 dicembre dalle ore 8.30 fino alle ore 14.30 nell’Aula “Crucitti” della “Cattolica” di Campobasso. Giornalisti. esperti della comunicazione ed operatori sanitari si confronteranno su una problematica che investe alcuni dei diritti fondamentali dei cittadini: quali il diritto alla salute, alla privacy, alla riservatezza, all’informazione. Diritti che spesso appaiono in conflitto tra loro, e la cui tutela richiede un supplemento di attenzione e di responsabilità da parte di chi si occupa di comunicazione. Come, cosa e quando comunicare? E’ la domanda fondamentale cui i partecipanti cercheranno risposte convincenti, esaminando le principali regole deontologiche e riflettendo sui contenuti dell’informazione sanitaria. Si parlerà anche di come garantire la corretta informazione senza creare ingiustificati allarmi sociali e di come gestire le tante “emergenze” che la cronaca ci propone quasi quotidianamente.

All’evento sono stati attribuiti n. 4,1 crediti ECM per tutte le professioni sanitarie. L’iscrizione al Corso è gratuita ed avverrà mediante la compilazione della scheda di iscrizione o  collegandosi al sito internet:  www.fgps.it  oppure cliccando qui.

ISCRIZIONI Per i Giornalisti. Il corso è gratuito, è necessario iscriversi attraverso la Piattaforma SIGEF.
Sono stati attribuiti 8 crediti formativi per la formazione professionale continua per giornalisti.

Programma completo

Amici della Cattolica 2017

Essere Amico della Cattolica in Molise significa:
Testimoniare l’Amicizia alla Fondazione “Giovanni Palo II”, una realtà sanitaria d’eccellenza, espressione dell’Università Cattolica in Molise
Perché essere Amico?
Perché la Cattolica un elemento imprescindibile della Sanità Molisana, da DIFENDERE e VALORIZZZARE. Non bisognare considerata “scontata” questa affermazione. E’ necessario TESTIMONIARLO con i fatti.

 

Chi può essere Amico della Cattolica?
Cittadini, molisani e non, che condividono i principi dell’Associazione.

LA CATTOLICA  TRA I PRIMI OSPEDALI  D’ITALIA

LA CATTOLICA TRA I PRIMI OSPEDALI D’ITALIA

Il PNE attraverso una serie indicatori di volume, esito/processo e ospedalizzazione, è il più autorevole strumento operativo a disposizione delle regioni, delle aziende e degli operatori per il miglioramento delle performance e per l’analisi dei profili critici.

Attraverso questa analisi il cittadino ha a disposizione dei dati assolutamente oggetti, forniti del Ministero della salute, per valutare le performance di una realtà ospedaliera. E’ uno dei più autorevoli “indicatori d’eccellenza” della sanità italiana, che non si presta ad interpretazioni.
Un dato che può essere interpretato come valutazione della qualità clinica di uno specifico intervento chirurgico è la mortalità a 30gg dopo intervento di bypass aortocoronarico. Nel 2016 l’Agenas, per conto del Ministero della Salute, ha reso noto i dati della mortalità a 30gg dopo intervento di bypass aortocoronarico. La Fondazione di Ricerca “Giovanni Paolo II” di Campobasso si è classificata al sesto posto su tutte strutture ospedaliere italiane con un indice di mortalità pari allo 0,66% a fronte di una media nazionale del 2,36%. Prima nel centro sud del Paese. La valutazione si riferisce all’intero processo assistenziale ospedaliero e post-ospedaliero e riguarda in particolare l’attività del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, diretto dal dottor Carlo Maria De Filippo.

Molto alta anche la qualità della chirurgia oncologica della Fondazione, diretta dal dottor Fabio Rotondi. per quanto riguarda la mortalità in caso di tumore allo stomaco (pari a zero contro il 6,12% di media), alta nei casi di tumori al colon (1,81% di mortalità contro il 4,13%).
L’intervento by-pass aorto-coronarico è indicato per alleviare i sintomi anginosi, quando questi resistono alla terapia medica, e dà risultati migliori delle cure mediche nel prolungare la sopravvivenza dei pazienti con malattia coronarica avanzata. È peraltro una procedura molto diffusa e poco rischiosa: i rischi potenziali sono essenzialmente condizionati da fattori legati allo stato generale di salute del paziente. È l’intervento cardochirurgico più eseguito al mondo e la mortalità a breve termine può rappresentare quindi un ottimo indicatore della qualità dell’attività delle strutture di cardiochirurgia.
“Un risultato per noi molto importante” commenta il Direttore Generale della Fondazione “Giovanni Paolo II” dottor Mario Zappia “un riconoscimento di rilievo nazionale che ci onora, frutto di un lavoro di squadra multidisciplinare, tra cardiochirurghi, cardiologici, anestesisti, chirurghi vascolari e altri professionisti, che ogni giorno lavorano insieme. La Fondazione raggiunge l’eccellenza perché tutte le varie discipline contribuiscono al conseguimento di questi risultati. Naturalmente un plauso particolare va all’equipe cardiovascolare.”

Molto alta anche la qualità della chirurgia oncologica della Fondazione per quanto riguarda la mortalità in caso di tumore allo stomaco (pari a zero contro il 6,12% di media), alta nei casi di tumori al colon (1,81% di mortalità contro il 4,13%)

PUBBLICO O PRIVATO ? Importante lavorare bene …….!!

Il Premio Nobel l’economia Amartya Sen, elogia le cure ricevute alla Fondazione “Policlinico Universitario A.Gemelli” di Roma, e la professionalità del personale medico dell’ospedale: «Non si è certo rivelato inferiore — anzi, è stato per molti versi superiore — a quanto avremmo potuto aspettarci nei migliori ospedali privati di Boston».
La Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II” di Campobasso, fa parte della stessa famiglia della Fondazione “Policlinico Universitario Agostino Gemelli” di Roma; sono entrambe espressione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. I percorsi clinici ed assistenziali sono condivisi, i protocolli di ricerca spesso vengono estesi anche alla sede molisana, i professionisti che lavorano a Campobasso, spesso operano anche su Roma e sono tutti costantemente formati presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo del Sacro Cuore. La qualità che esprime la “Giovanni Paolo II” è frutto dell’essere Università Cattolica ed dell’operare in strettissima sinergia con il “Gemelli” , anch’esso diventato Fondazione.
“La conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che il SSN italiano, concepito fin dal 1978 e dalle riforme degli anni ’90, con la concorrenza del pubblico e del privato “accreditato” (cioè con gli stessi requisiti del pubblico) è uno dei migliori al mondo”dichiata il Direttore Generale della Fondazione Mario Zappia “soprattutto perché universalistico – chiunque si presenta al Pronto Soccorso – ricco o povero, italiano o straniero – ha diritto alle medesime cure. Quindi, in Italia pubblico e privato coesistono e, se lavorano bene, danno ottimi risultati – entrambi – al cittadino che non si accorge ( e non deve accorgersi ) della natura giuridica dell’Ospedale. Poi potremmo parlare e vedere se l’intero sistema funziona, se così come è, può essere sostenibile economicamente, potremmo fare ipotesi su come salvare la garanzia dell’universalismo delle cure, etc… , etc…, ma questo è un altro discorso !!”conlude il Direttore.

È «fantastico», ha scritto l’economista, che tutti i cittadini in Italia abbiano «libero e gratuito accesso a cure mediche di altissimo livello» a tutte le ore del giorno. Meglio la nostra sanità pubblica, quindi? Antinori fa sue le parole dell’economista filosofo: «Chiariscono molti aspetti e ci fanno riflettere sul valore universale del nostro sistema sanitario, in cui tutti, senza selezioni, hanno accesso a prestazioni di eccellenza».
Sen ha avuto parole lusinghiere per il Policlinico Gemelli e il dottor Antinori, per l’assistenza ricevuta nell’ospedale, che è privato ma convenzionato con la sanità pubblica. «L’eccellenza delle cure mediche e la massima responsabilità di gestione possono andare d’accordo anche nel servizio aperto a tutti», ha scritto Sen. A dimostrazione della sua tesi, contrapposta a quella di chi, soprattutto negli Stati Uniti, ritiene che la sanità per essere efficiente debba essere amministrata secondo i meccanismi di mercato, ha proposto l’esperienza fatta a Roma in prima persona.
Il Gemelli è, d’altra parte, l’ospedale che ha prestato più volte cure a Papa Giovanni Paolo II, ad ex presidenti della Repubblica come Cossiga e Scalfaro, ed è per grandezza il secondo italiano. Ogni giorno in media 220 persone arrivano al pronto soccorso, di queste sette in imminente pericolo di vita, e vengono eseguiti 126 interventi chirurgici. Ha cambiato governance nell’agosto dell’anno scorso, quando è stata costituita la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, che ha come soci fondatori l’Istituto Toniolo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo stesso percorso è avvenuto qualche anno fa anche per la Fondazione “Giovanni Paolo II” di Campobasso.
«Dieci giorni fa — racconta il chirurgo, ricordando quella sera di inizio agosto — la signora si è presentata al pronto soccorso per un problema urgente, come una comune cittadina. Abbiamo applicato un protocollo di urgenza come avviene regolarmente in casi analoghi. In quel momento non sapevamo ancora chi fosse. Il marito aveva un impegno e non erano insieme quando si è sentita male. Quindi, lei stessa mi ha chiesto di avvertirlo. Io ovviamente sapevo chi è Amartya Sen». Il professore di Harvard nella lettera pare stupito che alle 4 del mattino «il chirurgo in persona» gli avesse comunicato le condizioni di sua moglie. «Abbiamo avuto un colloquio — conferma Antinori — all’uscita dalla sala operatoria. L’ho rassicurato sul buon esito dell’intervento, un’operazione d’urgenza per una situazione grave. Gli aspetti umani dell’assistenza hanno per il nostro ospedale eguale valore di quelli professionali. La paziente si è ripresa bene e ha lasciato l’ospedale qualche giorno fa».
(Fonte: Corriere della Sera 14 agosto 2016)

Volontari del Sorriso e dell’Accoglienza

Volontari del Sorriso e dell’Accoglienza. Accogli e Informa è il progetto promosso dall’Associazione presso la Fondazione di Ricerca e Cura “Giovanni Paolo II”.
I volontari accolgono, con spirito fraterno e cristiano, le persone che si recano presso il Centro ospedaliero.
Donano un sorriso, una stretta di mano; sono a disposizione per un’ informazione, un consiglio; accompagnano chi ne ha bisogno. Gesti semplici, fatti con Amore, che esprimono grande vicinanza a chi vive l’esperienza della malattia. Se vuoi unisciti a noi, Diventa volontario del sorriso e dell’Accoglienza!

CENTRO D’ASCOLTO
Un servizio di volontariato per essere vicini a chi vive,
direttamente o indirettamente, l’esperienza della
malattia. Alcuni servizi oerti gratuitamente:
• ACCOGLIENZA, ORIENTAMENTO ED INFORMAZIONE
sui servizi del Centro Ospedaliero
• INFORMAZIONI SULLE POSSIBILITÀ D’ALLOGGIO per i
parenti delle persone ricoverate
• ORIENTAMENTO AD ALCUNI SERVIZI PRESENTI SUL
TERRITORIO (es. Municipio, INPS, INAIL, trasporti,
attività sociali etc.)
• INFORMAZIONI SULLA COMPILAZIONE DI ALCUNE
PRATICHE che possono essere necessarie quando si è
ricoverati (pensioni, indennità di accompagnamento,
esenzione ticket, etc…)